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Una piccola nazione con una grande ricchezza. E' senza dubbio una buona definizione della Croazia e dei suoi tesori naturali, culturali e storici, ed è confermata dal fatto che fino ad oggi sette siti croati sono stati inclusi nell'UNESCO World Heritage List. Tre di essi sono situati nella regione Spalato – Dalmazia:

  • Il palazzo di Diocleziano e la Spalato medievale
  • Il centro storico di Trogir
  • La pianura di Stari Grad sull'isola di Hvar.

Altri siti croati inseriti nella lista dei monumenti protetti dall'UNESCO sono la Cattedrale di S. Giacomo a Šibenik, la città di Dubrovnik, il Parco nazionale dei laghi di Plitvice ed il complesso paleo-cristiano della basilica di Eufrasia a Poreč.
Il Palazzo di Diocleziano, da cui sorse la città di Spalato, venne costruito fra l'anno 295 e l'anno 305 D.C. E' uno degli edifici più importanti dell'architettura tardo-antica, sia per la preservazione di alcune sue parti che del tutto, e presenta una serie di forme architettoniche originali che prefigurano una nuova arte paleo-cristiana, bizantina e basso-medievale.

L'attuale Cattedrale di S. Dujam, una volta mausoleo imperiale, è la cattedrale più antica del mondo, costruita nel Medio Evo. Chiese romaniche del 12° e 13° secolo, fortini medievali e gotici, palazzi barocchi e del Rinascimento sorgono entro le mura romane, creando un insieme armonioso.
Trogir venne fondata da coloni greci, commercianti dall'isola di Vis nel terzo secolo prima di Cristo. E' un esempio significativo di continuità urbana. Il suo piano stradale ortogonale data dal periodo ellenistico, ed i suoi signori continuarono ad arricchirlo con edifici pubblici e residenziali e fortificazioni eccezionali. L'edificio più importante è sicuramente la Cattedrale di Trogir con il suo portale occidentale, un capolavoro del maestro Radovan, l'esempio più notevole dello stile romanico - gotico in Croazia.

Nel centro storico di in una fila di case presso la cattedrale ed il municipio, venne aperta nel 1271 la prima farmacia europea.
La piana di Stari Grad rappresenta oggi il sito greco-romano meglio preservato nel Mediterraneo. Nell'estate del 385 A.C. centinaia di famiglie vennero instradate dalla città di Paros, sul'isola omonima dell'Egeo, e dirette verso la Baia Ionica, il nome greco per il mar Adriatico, per creare una colonia. Il loro obbiettivo era l'isola di Hvar. Il nuovo insediamento doveva essere accuratamente diviso fra i coloni e la pianura venne misurata usando un semplice strumento, e suddivisa in lotti grandi da uno a cinque stadi, circa 180x900 metri.

I nomi dei proprietari delle terre vennero incisi nelle pietre di confine. Gli Illiri provenienti dall'isola e le zone costiere che attaccarono la città nel 384 A.C. non amavano questa divisione. Ma i Greci ebbero la meglio, ottenendo l'accesso all'intera pianura, la piana fertile più grande sulle isole dell'Adriatico.
Gli oliveti e vigneti nella zona della Città Vecchia sono rimasti virtualmente identici dal tempo della colonizzazione greca, e sono unici per il sistema di suddivisione geometrico della terra utilizzato nei tempi antichi.

Turismo di Spalato e Dalmazia
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